Sogno si muove lambendo generi diversi — romanzo storico, cronaca familiare, racconto di formazione — perché la vicenda di Maria Adelaide Piscitelli, ma anche quella di sua sorella Wanda e della madre Dora, si inserisce perfettamente nel quadro più ampio del tempo che sono chiamate a vivere.
Sullo sfondo della guerra e dentro una Napoli fortemente presente nei luoghi, nei nomi, nelle atmosfere e nei piccoli riti quotidiani, il romanzo accompagna il lettore nella graduale scoperta della femminilità da parte della protagonista. È questo il cuore più profondo dell’opera: un itinerario intimo e personale, che si sviluppa all’interno di una società chiaramente connotata e nel solco di una tradizione familiare antica.
Con una scrittura piana, schietta e delicata, Francesca Sifola costruisce scorci pittorici della città, restituisce il clima storico-sociale del tempo e attraversa con sensibilità le dinamiche interiori femminili, seguendo il passaggio verso la vita adulta, la conoscenza della fisicità, dei sentimenti più maturi e dell’eros.