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Romanzo

Sogno

Storia di Maria Adelaide Piscitelli

Un romanzo di formazione e memoria, immerso nella storia di Napoli, dove la scoperta della femminilità si intreccia con la guerra, la famiglia e il desiderio di vivere pienamente.

Riconoscimento Premio “Antonio De Curtis Totò” 2009
Riconoscimento Premio “Emily Dickinson” 2005
Riconoscimento Premio “L'Albatros” 2004
Edizione Terza edizione
Pubblicazione 2004, 2008, 2019
Formato 200 pagine, brossura
Copertina del libro Sogno di Francesca Sifola
Trama

Una storia vera attraversata da guerra, memoria e desiderio

Sogno si muove lambendo generi diversi — romanzo storico, cronaca familiare, racconto di formazione — perché la vicenda di Maria Adelaide Piscitelli, ma anche quella di sua sorella Wanda e della madre Dora, si inserisce perfettamente nel quadro più ampio del tempo che sono chiamate a vivere.

Sullo sfondo della guerra e dentro una Napoli fortemente presente nei luoghi, nei nomi, nelle atmosfere e nei piccoli riti quotidiani, il romanzo accompagna il lettore nella graduale scoperta della femminilità da parte della protagonista. È questo il cuore più profondo dell’opera: un itinerario intimo e personale, che si sviluppa all’interno di una società chiaramente connotata e nel solco di una tradizione familiare antica.

Con una scrittura piana, schietta e delicata, Francesca Sifola costruisce scorci pittorici della città, restituisce il clima storico-sociale del tempo e attraversa con sensibilità le dinamiche interiori femminili, seguendo il passaggio verso la vita adulta, la conoscenza della fisicità, dei sentimenti più maturi e dell’eros.

Visual dedicato al libro Sogno
Rassegna

Dicono di questo romanzo

Una selezione di sguardi critici che raccontano la forza narrativa e simbolica di Sogno.

Gianni Mazzei, Trebisacce, 14 settembre 2006

Un romanzo di formazione in cui Maria Adelaide attraversa il tempo della guerra passando dall’infanzia sognante alla maturazione interiore. La scrittura viene letta come limpida, soffice, vellutata, capace di dare al libro una dimensione lirica e insieme una forte densità morale e storica.

“Cronache di Salerno”, 29 settembre 2009

Una storia vera, quella di Maria Adelaide Piscitelli, presentata come simbolo di un’esistenza che va oltre il dolore, oltre l’ipocrisia sociale e oltre l’idea di fallimento. Il “sogno” non è evasione, ma categoria vitale attraverso cui attraversare il mondo con più forza e più ampiezza.

Natascia Festa, “Corriere del Mezzogiorno”, 4 agosto 2009

Il romanzo viene letto come una saga familiare da ricomporre quasi come un presepe, dove la vicenda di Maria Adelaide si intreccia alla memoria di una Napoli aristocratica e ferita. Il centro non è soltanto la famiglia, ma lo sguardo femminile con cui quel mondo viene restituito.

Mario Rovinello, “Il Roma”, 24 ottobre 2004

Sogno viene descritto come un romanzo sospeso tra memoria e sogno, capace di raccontare la formazione di una femminilità lungo il Novecento napoletano, tra amore, città, guerra e storia familiare, con grande tenerezza e attenzione all’animo umano.