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I luoghi del cuore
sono, o meglio possono essere, ovunque, anche tra quattro mura, a patto
che su quelle quattro mura ci sia la luminosità integra del coraggio
nel chiamare le cose con il loro vero nome, che ci sia l'audacia nel
vedere in questa vita quella spinta a volere sempre di più, e con tutte
le nostre forze, mettere noi stessi nella condizione di assaporare
l'unica cosa per la quale valga la pena di vivere: il sapore
dell'esperienza vissuta sfruttando al massimo ogni potenzialità. I luoghi del cuore devono restare sempre puliti, dentro c’è sempre una dolcissima mu- sica che ci salva dalla follia. La maggior parte di noi non crede alla loro esistenza, ma
per vederli bisogna solo emozionarli. Allora
le note di quella musica salvifica comin- ciano a volare senza nessun pentagramma, perché non ne hanno bisogno, libere cosi di creare a loro piacimento senza nessun rigo che controlli la loro andatura.
Ai
miei lettori:
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OPERA D’ARTE
Ti ho
avuto per tutto il giorno sulla pelle del cuore, ti ho rincorso nei posti
a noi conosciuti, ti ho ritratto a segni indelebili, con la
volontà di
smarrire
ogni cosa superflua.. Ho girato per le mie
stanze vuote in
preda ad una
splendida tristezza, un sottile crescendo di
sensazioni confuse, girandole di
te ovunque. Ti ho pedinato, non volendo
cercare nel nostro futuro niente che non fosse uguale a oggi,
immaginando solo quello che di più potrà es-
serci tra noi. Sulla tua pelle le mie dita hanno seguito i
tuoi tragitti, palpan-
do e succhiando dai pori dischiusi fiotti di
sensualità; ho ammirato, dentro
la luce soffusa dell’intimità, i
nostri corpi uniti, linee intrecciate e trascen- denti: non ho mai
conosciuto altro con tanta forza nella vita. Ti ho raccon- tato cose
mai dette, cammino per te senza silenzi: questo è un vero
spaccio
d’amore,
del quale tu hai l’esclusiva. Credo ci sia una
Storia nascosta,
scritta in nessun libro, è la Storia di
quelli che non si costruiscono addosso trappole raccontando a se
stessi bugie di se stessi; gli scaffali sono semi vuoti, perché la gente non
ha coraggio: su quegli scaffali c’è il nostro libro; è il primo
in alto a destra, prendilo: sul frontespizio è scritto: ” OPERA D’ARTE!”
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