 Ciò che non riusciva a capire era se nell'organizzazione della vita contemporanea il perverso
fosse lui, che rifiutava di adattarsi, o l'umanità
che pascolava omologata. Ma anche questo l'avrebbe scoperto poi, per ora doveva seguire solo il suo istinto. ___________________________________________________________
Conosceva poche specie di pesci, poche sponde di
sabbia e di
scogli, nessuna grotta marina,
nessun pescatore e poche vele bianche,
che camminavano sull’acqua
muovendo le braccia
come gli uomini; del cielo non
conosceva
nessun vento... ma aveva voglia di sapere, vedere,
toccare e arrotolare
tutto dentro di sé, chiuso, raccolto in un
gigantesco e
luminoso scrigno
di memoria.
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Spesso ritornava nella città dalla quale
era partita, dove
aveva lasciato un uomo confuso, vec-
chi amici, la casa natale…
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Alla vista di quella fiera di cose e persone a
restringere
vicoli già stretti, l’eccitazione di Ma-
ria Adelaide e Wanda raggiunse e
scompensi di ogni genere; non
sapevano più dove posare
lo sguardo per non perdere i pezzi
di un palcoscenico rovente, girandola di umanità surriscal-
data da un
fluire del sangue che pareva saltare nelle vene e nelle
arterie.
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Cominciava a provare strane sensazioni
di disagio, voleva
ridere di quello che gli era succes-
so: si era trovato ridicolo, così nudo, ad
infilare i pantaloni senza
aver messo le mutande; ave-
va un gran bisogno di ridere, ma più camminava
verso la banca e più diveniva
serio e cupo.
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Tutto aveva l’aria di avviarsi
verso l’oceano, risucchiato
dall’acqua e rispedito a riva sotto
forma di scarpe e lenti a
contatto con le quali poter guardare anche dalla terra ferma quasi fi-
no
all’orizzonte. Il primo giorno che vi premette
contro
l’occhio le palpebre andarono su e
giù freneticamente, ma poi vi
fu un piacevole rilassamento
per entrambi: per lei che aveva
avuto il timore del ritorno della
“pochezza” e per lui che aveva sofferto, anche se inconscia-
mente
dello stesso timore.
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Francesca
Sifola, napoletana, vive tra Napoli e
Roma.
Laureata in Lingue e Letterature Straniere presso
l’Università degli Studi
di Napoli “Federico II”
Tra il 1980 e il 1982 insegna inglese in Licei e in
Istituti
Professionali di Stato.
Nel 1982 consegue il “Diplôme des Études Fran-
çaises Supérieures” presso l’Institut de Grenoble
e
nello stesso anno
quello di “English for Foreign
Teachers and Translators”
presso l’Università di
Edinburgo.
Nel 1983, lo studio Fersen di Roma le
rilascia il
il
diploma di
attrice di prosa .
Nel 1984, debutta con Vittorio Caprioli.
Dal 1988 al 1991, è borsista di Studi Umanistici
e Rinascimentali presso l’Istituto Italiano di
Studi
Filosofici di Napoli.
Dal 1991 ad oggi, si dedica
esclusivamente al
suo
lavoro di
scrittrice.
Nel 1994 e nel 1995, “Silver Press”
di Genova
pubblica
due racconti brevi: ”Amare un ombrello
e un
Militare” e
“Alla ringhiera”.
Nel
2003, per MEF Editori, pubblica la raccolta
di
racconti, “Luna Park”, che
nel 2004
vince Il
premio letterario “Il
Nuovo Fata Morgana”.
Nel
luglio del 2004, pubblica, per Graus Editori,
il romanzo
“Sogno“, Storia
di Maria Adelaide
Piscitelli,
nobildonna
napoletana, vincitore del
premio “Emily
Dickinson”
nel 2005.
Uno
“scorcio” dello stesso romanzo si classifica
al
primo
posto del
premio “Albatros” nel 2004.
Sempre
nel 2004 per Graus Editori, pubblica il
romanzo
“Tempo
senza maschera”, un testo sul
rapporto tra coscienza
individuale e
universo
ipertecnologico.
Nel
novembre 2005,col testo “Scene di scrittura"
pubblicato nel maggio 2006 per
Graus Editori, si classifica prima per
la sezione
“Libro
Inedito" al
“Premio Internazionale Cultura
di
Ieri e di Oggi,
città di Reggio
Calabria”.
Il testo vede riuniti lin-
guaggio narrativo e teatrale, avendo all’interno della tessitura in prosa quattro
atti unici.
Con
un racconto inedito, “Una vita al sapore
di
cioccolato”, vince la XVIII
edizione del
premio di
di poesia, narrativa e
pittura “Areopago”.
Inoltre
è autrice di due soggetti cinematografici:
"Ritratto
in piedi", tratto
da una storia vera, quel-
la dell'anarchico Giuseppe
Manzini e
"Tempesta
al caffè: Napoli".
Dal
1998, è presidente della
Fondazione
Interre-
gionale
Europa
e
Comunità mondiale, che si
pro-
pone di ridare una connotazione unitaria alla
cul-
tura e
alla Storia d’Europa all’interno
delle nuove
problematiche
multimediali.
La Fondazione è
stata costituita per volere di Padre Angelo Arpa,
colui
che, negli anni sessanta, opponendosi alla
censura vaticana,
creò le condizioni necessarie
per varare la visione de ”La Dolce Vita” di
Fede-
rico Fellini.
Dal
2005 al 2007, collabora al quotidiano “Roma"
all’interno
della rubrica
culturale “Ciak si scrive”.
Nel
2007, alla Fiera del Lussemburgo, presenta
i suoi testi, come
esponente
della
cultura itali-
ana all’estero.
Nel
2009 vince il Premio Letterario
Nazionale
“Calabria in giallo”
dell’Associazione
Castello d’Altavilla, con il
racconto“Don Carmine Paternò"
Sempre
nel 2009 il romanzo
“Sogno” vince il
premio “Antonio de Curtis".
Nel 2010 pubblica con
Edizioni Sabinae il ro-
manzo
"La scatola bucata".
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